Giovanna I d’Angiò: regina di Napoli, regina titolare della Sicilia e di Gerusalemme, contessa di Provenza e Forcalquier
Giovanna I d’Angiò, è una delle prime regine regnanti d’Europa e in assoluto la prima del Regno di Napoli. Il ritratto di lei che ci è giunto non è certo lusinghiero, osteggiata più perché donna, piuttosto che sovrana. Viene dipinta uxoricida e di costumi scellerati, invece che vittima del destino e di intrighi più grandi di lei, ma si sa che la storia è sempre scritta da uomini. Molte altre cose invece si possono dire su di lei, che nonostante gli errori politici, dettati più da affari di cuore che da Ragion di Stato, è una donna colta, intelligente e liberale, amante delle arti e della poesia. La Sicilia ottiene proprio grazie a lei, fin dal 1371, la pace con Napoli e l’agognata indipendenza, proprio perché Giovanna ha riconosciuto il 13 marzo 1373 Federico IV d’Aragona legittimo re di un’isola che esce stremata ed esasperata proprio dalle vessazioni angioini.
Nascita di Giovanna I
Viene al mondo a Napoli nel dicembre 1326, figlia primogenita dell’unico figlio di Roberto d’Angiò detto il Saggio, Carlo duca di Calabria e di Maria di Valois, sposata in seconde nozze, non è destinata a salire al trono, ma quando il fratellino più piccolo minore muore a pochi giorni di vita e suo padre lo raggiunge il 9 novembre del 1328. Il regale nonno paterno la adora, nella tenera infanzia, parsimonioso impenitente, la circonda di costosi giocattoli, ma sa bene quanto è scomodo il trono soprattutto per una donna. Quindi bussa ogni sera alle stanze della sua consorte la regina Sancha e ne trascorre la notte insieme, nella speranza di poter ancora concepire un altro figlio maschio capace di succedergli al trono. Ma è tutto vano, così la strada per il trono di Napoli e per la contea di Provenza le è spianata alla tenerissima età di due anni. Quindi il suo destino è ormai segnato: il nonno re la proclama solennemente erede il 4 novembre 1330, la sorella minore Maria, nata postuma, le sarebbe succeduta soltanto nel caso in cui ella muoia senza ere

La Ragion di Stato decreta il matrimonio di Giovanna I
Nel 1297, un trentennio prima della sua nascita, con il benestare del papa Bonifacio VIII, re Carlo II d’Angiò decide che il suo terzogenito Roberto gli succedesse sul trono di Napoli, il secondo genito Ludovico è entrato nell’ordine monastico di San Francesco d’Assisi. La Corona di Ungheria, rivendicata dagli Angioni in virtù del sovrano con Maria d’Ungheria, invece è destinata a suo nipote Carlo Roberto già orfano del primogenito reale Carlo Martello. Estintosi il diretto ramo maschile angioino di Napoli, quello di Ungheria chiede e ottiene il fidanzamento del secondo genito del re con Giovanna, nella capitale il 26 settembre del 1333 viene stipulato il contratto matrimoniale fra Andrea e Giovanna d’Angiò, rispettivamente di sei e sette anni, assegnando loro il ducato di Calabria, titolo degli eredi al trono di Napoli. Il 16 giugno 1932 ottengono dal papa Giovanni XXII la dispensa che occorre alle loro regali nozze, poiché Giovanna e Andrea sono cugini, a fine settembre 1333, nella reggia di Castelnuovo a Napoli i due infanti già promessi sposi, davanti ad illustri notabili, si scambiano il bacio rituale.
Intrighi di corte per Giovanna I
Ma il quarto genito di Carlo II, Filippo I Principe di Taranto, dopo la morte del padre di Giovanna, avanza pretese sulla contea provenzale. A contender loro la successione sorge Agnese di Périgord, moglie del sestogenito di Carlo II; il duca Giovanni di Durazzo morto però nel 1335, è sorella dell’influente cardinale Talleyrand di Périgord. Ma il regale nonno di Giovanna ha già stabilito esplicitamente per testamento la successione al suo trono inoltre istituire di un Consiglio di reggenza fino al compimento dei suoi 25 anni di età. Preclude così ogni ingerenza al papa, al ramo angioino ungherese e a tutti i rami collaterali della famiglia regnante, di Taranto e di Durazzo.
Giovanna ed Andrea si sposano in una data non ben precisata, il 22 o il 23 gennaio del 1343 anche se secondo il Chronicon Siculum incerti authoris le loro nozze si celebrano invece il 23 agosto 1342.
Matrimonio della sorella di Giovanna I
Non ascende al potere e al trono di Napoli insieme al marito, ma da sola, diventa contessa di Provenza alla morte del nonno Roberto, il 20 gennaio 1343, tuttavia né lei né il marito sono pronti al trono e ai suoi difficili compiti, o meglio non sono assolutamente preparati ai velenosi intrighi di corte. La situazione di calma apparente che caratterizza la corte napoletana, quando Roberto il Saggio chiude gli occhi per sempre, si dissolve come esattamente neve al sole, ognuno è pronto a toglierle quel trono che legittimamente le appartiene per diritto di nascita. Ora si registrano tensioni tra la regina e il Consiglio di reggenza, fomentate ad arte sia dal seguito ungherese che aveva seguito suo marito Andrea, sia da Agnese di Périgord e altri parenti serpenti. Il peggior scacco matto che subisce è quello del matrimonio della sorella minore e sua erede Maria con Carlo di Durazzo. Il testamento del nonno ha stabilito che ella vada in moglie a Luigi I d’Ungheria, fratello maggiore di Andrea o a Giovanni II di Francia, ma poco dopo la morte di re Roberto viene rapita da Agnese di Périgord, le sue guardie personali e le dame di compagnie che si oppongono al ratto, vengono trucidate senza alcuna pietà. Così appena quattordicenne Maria D’Angiò sposa il suo rapitore, Carlo di Durazzo di vent’anni il 21 aprile 1343, con la perentoria dispensa di papa Clemente il 21 aprile 1343, infatti anche loro sono cugini.
Il dono di nozze Di Giovanna I agli Angiò Durazzo
Ma Giovanna è ben lungi da fare bel viso a cattivo gioco e questo affronto se la lega al dito. Ammalatasi nel maggio 1945, Agnese di Périgord ha bisogno di cure per guarire, il suo medico personale come prassi del tempo chiede un campione delle sue urine, ma quello che giunge nelle sue mani appartiene ad una dama di compagnia incinta che si è ben prestata al malevolo gioco per lo scambio. Il medico, caduto nell’inganno, rivela al figlio Carlo che la madre è incinta. Timorosi di uno scandalo, la sua famiglia la isola, lasciandola così alla mercè di Giovanna, viene uccisa con un clistere avvelenato. Così è vendicato il rapimento di Maria e viene tolta di mezzo una rivale politica astuta e pericolosa. Suo figlio Carlo viene giustiziato tre anni dopo la morte della madre per i suoi intrighi politici per ordine di Luigi di Ungheria.



La critica situazione della corte di Giovanna I
Persino il papa interviene per impedire che tutto degeneri irrimediabilmente. Il 28 novembre 1343 esonera il Consiglio di reggenza dalle sue funzioni ed invia colà il cardinale Aimeric de Chàtelus come suo legato. L’alto prelato arriva nel Regno già ad inizio del maggio 1334 deciso a scongiurare che quella polveriera esploda, ma si trova davanti ad un muro impenetrabile. L’intera corte adesso è compatta contro di lui, così il 24 maggio 1345, appena un anno dopo il suo arrivo, lascia Napoli per far ritorno ad Avignone senza aver cavato il classico ragno dal buco.
Mai sposi sono peggio assortiti, lei bellissima e abituata alle galanterie cortesi, lui di carattere più consono ad un soldataccio che a un regnante saggio e lungimirante, pare sia pure affetto da strabismo. Insomma manca di tutte quelle doti che invece Giovanna apprezza.
La loro vita coniugale e politica potrebbe essere un’altra se entrambi avessero pensato di più al bene comune che personale. Lei non vuole dividere il potere con nessuno, mentre il marito Andrea non pensa ad altro che a ufficializzare a corte la sua posizione, disdegnando palesemente il mero titolo e ruolo di principe consorte specie dopo che nel 1345 la sua regale consorte rimane incinta di lui. Il papa su sua esplicita richiesta e pressione del fratello di quest’ultimo Luigi di Ungheria e della loro madre Elisabetta di Polonia, si decide a farlo incoronare re di Sicilia il 20 o il 21 settembre 1345. Così si illude di aver già la testa coronata e abbassa la guardia, ma la situazione che lui stesso a voluto e delineato finisce per ritorcersi contro se stesso, adesso i cortigiani e i notabili più in vista a corte lo temono e giocano d’anticipo.
Assassinio regale alla corte di Giovanna I
Tutto si evolve nel modo più tragico, la notte tra il 18 e il 19 settembre di quello stesso anno, nel castello reale di Aversa, una congiura di palazzo prende atto contro Andrea di Ungheria. Tutt’oggi si sa bene cosa accade esattamente. Andrea, come suo solito si reca negli appartamenti di Giovanna per restare in intimità con lei, è trionfante per il successo appena riportato contro la moglie e contro tutti coloro che lo hanno inviso. Già mezzo svestito entra nel suo letto e di li a poco si addormenta placido e tranquillo, quando una voce, quella di un fantomatico messaggero a detta della stessa Giovanna, lo chiama da dietro la porta. “Notizie urgenti da Napoli!” urla, si alza ancora mezzo addormentato e gli apre senza sospettar nulla. Egli lo invita a uscire dalla stanza, la trappola è scattata inesorabilmente. Una volta fuori si vede circondato da nemici armati, tenta una ritirata strategica per ritornare al sicuro nella stanza da cui è appena uscito, ma la porta non si apre, è sbarrata dall’interno, nonostante il trambusto che ne segue nella pugna, nessuno gli accorre in aiuto. Oppone resistenza, cercando di vender cara la propria pelle, ma tutto è inutile, circondato e immobilizzato lo strangolano per poi gettarne il corpo senza vita nel giardino sottostante, il suo corpo è ritrovato in condizioni pietose il mattino, nella caduta l’addome si evira con la conseguente fuoriuscita di parte degli intestini. Il tentativo di mascherarlo da suicidio fallisce, impossibile è pure far credere che, profondamente addormentata, non abbia sentito nulla del vile agguato, ma è la regina e si crede intoccabile. Invece lei è la prima sospettata. Temendo ritorsioni, Giovanna si rifugia a Napoli, a Castelnuovo, e vi rimane fin dopo la notte di Natale del 1345, quando da finalmente alla luce un figlio maschio, Carlo Martello che finirà per avere un padrino illustrissimo, il papa in persona.
Conseguenze nefaste per Giovanna I
Ma la provvidenziale nascita non placa gli animi di nessuno, l’efferato omicidio del consorte Andrea non viene dimenticato né dal re d’Ungheria, ne dalla curia avignonese e tanto meno dallo stesso popolo napoletano, Giovanna si arrende i congiurati minori sono tutti consegnati alla giustizia secolare come capri espiatori, subiscono atroci torture sul patibolo prima che la scura del boia si abbatte pietosa a porre fine ai loro atroci tormenti. Questo potrebbe placare gli animi, “giustizia” è finalmente fatta, ma il suo lutto per il marito barbaramente ucciso non dura molto e si presto consola con Roberto di Taranto, di li a poco lo lascia per preferirgli il fratello Luigi, grazie soprattutto alla madre di quest’ultimo che lo preferisce al figlio Roberto.
Minacce al trono di Giovanna I
Il loro matrimonio è celebrato il 27 agosto del 1347, senza addirittura l’immancabile consenso del papa, un altro matrimonio tra cugini, e fa letteralmente precipitare la situazione già molto compromessa. Subito dopo le nozze quasi clandestine, Luigi getta la maschera e si rivela per quel che è, crudele e violento, arrivando persino a picchiarla impunemente, pur senza avere il titolo regale che gli serve, la esclude dall’esercizio effettivo del potere, mandando a morte le persone a lei veramente fedeli. Di questa situazione ne approfitta il fratello del suo defunto marito Andrea, con il pretesto di vendicare il fratello vittima della congiura di Aversa, Luigi d’Angiò invade il regno di Napoli e mentre Carlo di Durazzo viene decapitato, molti baroni sono crudelmente torturati, alcuni principi reali vengono deportati, lei fugge, abbandonando persino il figlio di primo letto, e si imbarca per la Provenza il 15 gennaio 1348. Si difende davanti al collegio dei cardinali che la proclama solennemente innocente. Intanto nel giugno 1948 a Napoli si insorge contro gli Ungheresi e Giovanna, venduta per 80.000 fiorini d’oro Avignone al papa, può fare trionfale ritorno a Napoli che aveva già scacciato re Luigi, il 17 agosto 1348. Ma si tratta di una vittoria effimera, la vera pace era ben lungi da arrivare, dopo pochi mesi la perdita del figlioletto Carlo Martello nel suo esilio ungherese, si registra un’altra invasione da parte di Luigi nel 1350 con conseguente nuovo processo contro la regina Giovanna che la dichiara nuovamente innocente e la tanto sospirata pace si firma il 14 gennaio del 1352, i nobili esuli prigionieri in Ungheria possono finalmente fare ritorno a Napoli. Purtroppo i loro subdoli intrighi continuano contro Giovanna e suo marito Luigi di Taranto e la situazione si aggrava maggiormente con la morte di quest’ultimo avvenuta il 26 maggio 1362, la loro unica figlioletta, Francesca muore nel 1352.



Inizio della decadenza di Giovanna I
Costretta nel 1363 a convolare a terze nozze con Giacomo IV di Maiorca per avere un erede, ma questa unione rimane sostanzialmente priva di prole per le continue e prolungate lontananze del coniuge, l’ultima volta che si vedono è nel 1366 a Napoli, lui muore all’inizio del 1375.
Le sue quarte nozze vengono celebrate il 25 marzo 1375 con Ottone di Brunswick, provetto uomo d’arme capace di difendere lei e il suo regno. Ma la rovina di Giovanna inizia tre anni dopo con lo scisma d’occidente. L’elezione di Urbano VI nel conclave del 1378 non viene accettata dai cardinali francesi che soltanto cinque mesi dopo eleggono il 29 settembre 1378, il cardinale Roberto di Ginevra con il nome di Clemente VII a Fondi che riporta la sede ad Avignone, la sua elezione è sostenuta da Ottone di Brunswick. Conseguente è la scomunica di Giovanna il 21 aprile 1380, di li a poco Carlo di Durazzo (III), da lei stessa amato come un figlio e già precedentemente designato come suo erede, con il bene placido del papa Urbano VI e di Luigi ora re anche di Polonia dal 1370, marcia contro il regno di Napoli.
L’inutile resistenza di Giovanna I
La regina reagisce prontamente, estromettendolo dalla successione al trono, al suo posto nomina Luigi d’Angiò fratello de re Carlo V di Francia. Quando l’esercito di Carlo nel 1381 irrompe a Napoli, si rinchiude a Castel Nuovo dove viene fatta prigioniera e il 2 giugno 1382 Carlo è incoronato re. Giovanna rimane segregata a Castel Nuovo fino al 2 settembre 1381 e poi viene tradotta nel castello di Muro della Lucania, ma anche in cattività è un pericolo per tutti i suoi nemici, quindi il re d’Ungheria e di Polonia, “consiglia” a Carlo di Durazzo di porre fine alla sua vita, egli non si fa scrupoli, sentendosi egli stesso minacciato da un possibile ritorno al potere della regina deposta a cui aveva poco prima usurpato il suo trono. La sera del 22 maggio 1382, quando le luci si sono appena spente nella stanza in cui viene tenuta prigioniera, dei sicari vi fanno irruzione e la strangolano, viene sepolta in S. Chiara accanto alla tomba del padre.
Il triste epilogo degli Angiò
Carlo Alberto d’Ungheria muore il 16 luglio 1342 a Visegrad, è sepolto dietro l’altare della chiesa di Székesfehérvàr, antico luogo di sepoltura degli Arpadi.
L’antipapa Clemente VI muore ad Avignone il 6 dicembre 1352.
Federico IV di Sicilia, detto il Semplice, senza mai effettivamente detenuto il potere, muore a Messina il 27 Luglio del 1377.
Elisabetta di Polonia, dopo aver detenuto la reggenza per conto del figlio Luigi si ritira in un convento di clarisse a Buda il 29 dicembre del 1380 e per suo testamento è cola sepolta.
Il 10 settembre 1382 a Nagyszombat muore all’età di 56 anni Luigi di Ungheria.
Luigi I d’Angiò, designato erede da Giovanna si fregiò sempre del titolo di re di Napoli fino al giorno della sua morte nel 1384 e le pretese al trono vennero ereditate dal figlio Luigi II.
Carlo III di Durazzo oltre che re di Napoli, dal 1385 diviene anche re d’Ungheria con il nome di Carlo II il Breve e muore il 24 febbraio 1386 a Visegrad.
Il papa Urbano VI muore a Roma il 15 ottobre del 1389.
Ottone di Brunswick, ormai sessantenne abbandona la vita politica e militare per ritirarsi nel suo principato di Taranto, muore nel suo letto nel marzo o nel aprile bel 1399 a Foggia.
Con Giovanna II d’Angiò, regina di Napoli nel 1435 la loro casata si estingue, uniti per matrimonio si hanno i Valois d’Angiò, ma nel 1480 con la morte di Renato l’ultimo duca il giglio angioino appassisce per sempre.
Come donna e siciliana mi è piaciuto dedicarle questo mio mistico omaggio. Spero sia di tuo gradimento, Giovanna I d’Angiò.
MARIA LUPICA
FONTI:
RICORDI SUI BANCHI DI SCUOLA;
GIOVANNA I d’Angiò, regina di Sicilia in “Dizionario Biografico” (treccani.it);
giovanna-i-d’angiò: documenti, foto e citazioni nell’Enciclopedia Treccani;

